E così, Eluana Englaro morirà. Ma ciò avverrà non per un suo atto di volontà, bensì per le argomentazioni deduttive di una sentenza. La vicenda, che colpisce per la sua drammaticità, vede un confronto insolito.Generalmente siamo abituati ad assistere a casi in cui individui che si trovano in situazioni di dolore intollerabile che li condurrà ad una morte sicura entro un certo tempo, chiedono l’interruzione delle terapie mediche ed un accompagnamento della loro morte per escluderne gli aspetti più dolorosi (cosiddetta eutanasia). La volontà di questi ammalati, i quali non sono in grado di darsi la morte da soli, viene totalmente disattesa, sulla base della considerazione politica che non esiste una normativa che legittimi l’eutanasia, e sulla scorta della considerazione etica secondo cui la vita ci è stata data ma non ci appartiene del tutto.
Il caso di Eluana è diverso.
Eluana non ha mai espresso la volontà di non essere nutrita nel caso il suo stato fosse divenuto vegetativo. La sua volontà è stata “dedotta” dal suo carattere e dalle testimonianze di chi la conosceva.
Solitamente vediamo i famigliari battersi per il diritto del loro caro all’interruzione delle terapie mediche, e la Chiesa replicare che nessuno è padrone della sua vita.
Nel caso di Eluana assistiamo, invece, a delle autorità religiose che difendono il diritto di Eluana a vivere perché non ha mai scelto di morire, contro delle autorità giudiziarie che di fatto autorizzano i famigliari di Eluana a scegliere il suo destino. E’ questo il fatto che non può essere ignorato: Eluana non ha scelto.
Sono casi come quello di Eluana che richiamano alla nostra coscienza la necessità di disciplinare il rapporto tra volontà e cure mediche. Cosa c’è di male nel permettere a ciascuno di lasciar detto: «nel caso mi succeda qualcosa voglio che la natura faccia il suo corso, non vorrei mai che delle persone mi imponessero una vita artificiale». Oppure, al contrario: «nel caso mi succeda qualcosa voglio che facciate di tutto per tenermi in vita, perché sono fiducioso nelle possibilità della scienza medica».
Bene fa la Chiesa a difendere oggi la persona Eluana. Ma in questi ultimi casi? Si schiererebbe la Chiesa dalla parte delle persone e delle loro scelte?
4 commenti:
Sogna, vede e pensa (cioè ama, come ognuno), che canchero di posto è diventato il mondo? Mò muore di fame e di sete «per pietà». Ma per pietà non era che non si dovevano abbandonare i cuccioli d'estate. Cacchio!
Non ha neanche scelto di stare 16 anni attaccata ad un sondino per sopravvivere.
Non so come siano i suoi encefalogrammi, (unico elemento che abbiamo per registrare una possibile attività cerebrale) ma se i sogni sono le rielaborazioni delle nostre esperienze quotidiane.... cosa sta sognando da 16 anni aquesta parte?
Cosa sta pensando da 16 anni a questa parte?
Personalmente non me la sento di condannare la scelta del padre di lasciarla andare, nè di pontificare su tale scelta d'amore.
Non posso pensare che ad un atto d'amore e di pietà, il decidere ciò che lui ha deciso.
Il punto è che non spetta nè al padre, nè alla magistratura, nè al Parlamento, nè ai medici nè alla Chiesa scegliere, ma solo a Eluana...
E lei la sua scelta l'aveva fatta, affermando, alla vista di un amico in coma, che nel caso si fosse trovata nelle medesime condizioni non avrebbe voluto continuare ad essere tenuta in vita...
Poichè non esistono testimonianze discordanti (a differenza invece di quanto capitato nel caso che ha vista coinvolta Terry Schiavo) non ho nessun motivo di credere che la famiglia menta quando riporta le affermazioni di Eluana...
Se quella dunque era la volontà di ELuana, poiche la vita di un individuo appartiene solo ed esclusivamente all'individuo medesimo, va rispettata.
Viceversa, in totale sintonia con quanto afferma l'autore del post, laddove non vi sia certezza riguardo la volontà dell'individuo anche io penso che nel dubbio bisogna sempre tenere in vita la persona (cosa che ritengo andasse fatta nel già citato caso di Terry Schiavo).
Faccio i miei complimenti a Gianrocco Ambrosiano per il blog.
Ho appena scritto un post sullo stesso argomento, e anche se le mie conclusioni sono diverse dalle tue ti ho linkato.
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